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Dr. Enrico Deodato

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Il centro Favero si occupa di trattamenti riabilitativi ed estetici. I principali ambiti di intervento riguardano la Gnatologia e la cura di anomalie nella masticazione e nella postura; l'Ortodonzia Invisibile per curare problemi ortodontici tramite apparecchi linguali o confortevoli mascherine trasparenti; l'Ortodonzia del Bambino per prevenire future complicanze come la malocclusione; l'Implantologia Immediata che garantisce la totale riabilitazione dei denti anche nei casi più difficili; la Parodontologia per risolvere malattie come gengiviti o piorrea tramite laser in modo indolore e non invasivo; l'Estetica Dentale che tramite faccette adesive in ceramica ultrasottile punta a corregge in modo eccellente leggeri difetti di posizione dei denti.

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Dr. Pio M. L. Massa

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QUANDO ANDARE DALLO GNATOLOGO

gnatologo

La Gnatologia! Detta così può sembrare una parola strana, antica!

Ma cos'è la Gnatologia?
Di cosa si occupa esattamente?
Chi è lo gnatologo e cosa fa?

Iniziamo subito col dire che si tratta di una scienza medica e, più in specifico, di una branca della Odontoiatria. Parliamo quindi di cavo orale, e dei disturbi che possono in qualche modo comprometterne la normale funzionalità. La Gnatologia è però una branca molto particolare di questa Medicina, e si occupa precisamente delle diverse funzioni del cavo orale, che non si riducono naturalmente alla sola funzione masticatoria, ma interessa anche la funzione fonativa, deglutiva – digestiva, e posturale.

La materia propria della Gnatologia è il rapporto tra i vari elementi che compongono ed interessano in qualche modo il cavo orale: parliamo del rapporto tra mascellari, articolazione temporo mandibolare, denti, muscoli mascellari e i sistemi nervosi che comandano questi muscoli specifici. La materia in questione si concretizza nello studio delle occlusioni, ovvero le normali opposizioni tra le due arcate dentali “antagoniste”, e di tutti gli organi del nostro corpo che in qualche modo sono collegate ad esse.

La visione del corpo che la Gnatologia propone è dunque una visione olistica, cioè totale: molti infatti gli elementi il cui funzionamento si collega direttamente all'occlusione dentale. Se volessimo fare un piccolo elenco potremmo stupire il lettore con il numero di organi che sono direttamente interessati: lingua, mandibola, ossa temporali del cranio, clavicole, osso sternale, coste toraciche superiori, vertebre cervicali, scapole solo per citarne alcune. E' facile intuire come lo gnatologo si occupi allora di un area molto estesa del nostro organismo, fino ad interessarsi anche della postura stessa dello scheletro umano (in effetti si parla di Gnatologia Posturale) che, come vedremo, potrebbe essere compromessa dalla posizione della mascella rispetto al cranio.

L'occlusione dentale porta ad uno squilibrio di tutti i muscoli e gli organi correlati alla mascella e agli elementi del cavo orale. Un occlusione dunque può andare a ledere il collegamento della mascella con i muscoli del collo, provocando determinati dolori difficili a prima vista da attribuire proprio all'errata posizione di quest'osso.

Cosa può portare ad una mala occlusione?

Beh, in realtà diversi fattori: la forma errata di alcuni denti che non permettono così la corretta aderenza tra l'arcata superiore e l'arcata inferiore, un lavoro odontoiatrico effettuato senza la dovuta perizia, un problema di formazione delle ossa che permettono la corretta occlusione. Per la diagnosi insomma c'è bisogno di sottoporsi ad una visita di controllo da un esperto gnatologo, l'unico in grado di capire l'origine dei dolori avvertiti. Di volta in volta egli deciderà la terapia a cui sottoporre il paziente, che può prevedere l'uso dei byte per correggere l'errata posizione di alcuni denti, o l'applicazione di corone o protesi in gradi di riequilibrare l'assetto generale dei denti, o un vero e proprio intervento ortodontico che vada a correggere la mala occlusione con intervento chirurgico.

Fulcro vero della Medicina Gnatologica è l'ATM, ovvero articolazione temporo mandibolare, per altro già utilizzato in precedenza. Si tratta di una particolare articolazione che collega l'osso mandibolare all'osso temporale del cranio, ed è l'articolazione che ci permette di aprire e chiudere la bocca.

L'ATM è dunque molto importante ed un suo malfunzionamento o una sua infiammazione può provocare non solo i problemi di occlusione, ma anche forti dolori che possono sfociare in cefalee, vertigini, problemi all'orecchio ed altro ancora. La Gnatologia, come si intuisce, introduce un concetto molto importante per la Scienza moderna, concetto inerente l'approccio che i diversi medici hanno verso il corpo del malato. Ci spieghiamo: in precedenza ogni medico si occupava della cura dell'area del corpo di sua competenza, senza “avventurarsi” nelle aree limitrofe, considerate di competenza di altri colleghi. La visione dell'organismo svelata dalla medicina gnatologica invece, propone un interpretazione del corpo nella sua interezza, nei suoi collegamenti.

Ne riviene che la cura non può prescindere da uno studio medico interdisciplinare, che prenda in considerazione cioè le varie branche della medicina. Certo questo non vuol dire che i “nuovi medici” debbano essere indottrinati in modo generale. Ad ognuno la sua specificità. Ma, per la cura di una certa patologia, si presenta il bisogno di conoscere la sua origine, che non necessariamente si trova nello stesso punto in cui si avverte il dolore. Facciamo un esempio chiarificatore: quando avvertiamo mal di testa, siamo sicuri che l'origine di quel dolore sia proprio nella testa.

Questo potrebbe risultare un errore. Come abbiamo visto, anche uno squilibrio della posizione della mascella rispetto al cranio può essere causa di cefalee. Dunque, in questo caso, la cura del mal di testa si concretizzerà nel riequilibrio dell'osso mascellare.

Questa visione olistica suggerita dalla gnatologia, presuppone l'esistenza di collegamenti sistemici tra le varie aree del nostro corpo, da prendere subito in considerazione per giungere infine alla cura del danno, alla fine del dolore. A tal proposito mi viene in mente una barzelletta che tratta di un uomo che va dal dottore perché avverte dolore un po' ovunque, indicando al medico con il dito indice tutte le aree del corpo dolenti. Alla fine il medico si accorge che il paziente ha un dito rotto. Una storiella, certo, una barzelletta magari anche un po' vecchia: eppure sembra suggerirci una qualche verità.

La visione distaccata delle varie aree del corpo, soprattutto quando si tratta di terminazioni nervose, non può certo portare ai passi avanti fatti invece dalla visione olistica, che tende ad individuare da subito l'origine vera del dolore. Il corpo non è un mezzo meccanico, che può essere diviso in parti da curare separatamente. E' un organismo interagente, un tutt'uno perfetto, all'interno del quale ogni cosa può determinarne un'altra.

E' importante dunque, prima della risoluzione di un dato problema (non parliamo naturalmente di patologie di facile risoluzione o diagnosi) capire cosa effettivamente scateni quel problema specifico. La sinergia tra le varie materie scientifiche, a nostro avviso, non può che portare ad un reale miglioramento delle tecniche curative conosciute ed utilizzate. Purtroppo molto spesso questo concetto si scontra con le invidie e le presunzioni di alcuni medici, che non intendono abbandonare la visione limitata del “corpo frazionato”. Fortunatamente alcune equipe mediche composte da specialisti di varie materie sono già in azione.

Il futuro oggi sembra invece in mano a quelle equipe mediche che già hanno iniziato a radunare specialisti di vari campi, attivando collaborazioni che possono in breve tempo mostrare la strada per una nuova interpretazione diagnostica e curativa di malattie e dolori.

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